Ho letto centinaia di CV: ecco i 15 errori più comuni dei neolaureati
I 15 errori più comuni nei CV dei neolaureati si dividono in tre gruppi: di sostanza (mansioni al posto di risultati, nessuna sezione progetti, competenze non dimostrabili), di forma (due pagine, refusi, grafica illeggibile) e strategici (CV non personalizzato, nessuna parola chiave dell'annuncio).
In oltre dieci anni in azienda ho letto centinaia di CV e partecipato a decine di selezioni. La cosa che colpisce di più? Gli errori sono sempre gli stessi — al punto che si potrebbero elencare. Ed è esattamente quello che faccio qui: i 15 più comuni, con la correzione per ciascuno.
Gli errori di sostanza (quelli che costano di più)
1. Nessun risultato, solo mansioni. «Mi sono occupato di…» è la frase più letta e meno utile. Cosa è cambiato grazie a te? Quello si ricorda.
2. Nessuna sezione progetti. Per chi non ha esperienza è la sezione più importante — e quasi nessuno ce l'ha. Chi ce l'ha, vince a tavolino.
3. Competenze auto-dichiarate. «Problem solving, teamwork, leadership»: parole che senza una prova sono rumore. Ogni competenza va agganciata a un fatto.
4. «Excel: livello buono». Verificabile in due minuti, e quasi sempre smentito. Specifica: pivot, XLOOKUP, modelli — e preparati a dimostrarlo.
5. Obiettivo professionale generico. «Cerco un ambiente stimolante dove crescere» lo scrivono tutti. Di' cosa cerchi e cosa porti, in una riga.
Gli errori di forma (che eliminano prima ancora di leggere)
6. Due pagine (o tre). Da neolaureato, una. Sempre.
7. Refusi. Per ruoli che richiedono precisione, un CV impreciso è una contraddizione vivente.
8. Grafica che sacrifica la leggibilità. Colonne strane, icone ovunque, font illeggibili: il recruiter ha 30 secondi, non fargliene perdere 10 a orientarsi.
9. Foto non professionale. Se la metti, che sia neutra e in ordine. In dubbio: meglio senza.
10. File chiamato «CV_finale_v3_DEF.pdf». Nome file: Nome_Cognome_CV.pdf. Dettaglio? I dettagli sono il mestiere.
Gli errori strategici (i più sottili)
11. Stesso CV per ruoli diversi. Il CV per una posizione da analyst e uno da marketing non possono essere identici: cambia cosa va in evidenza.
12. Esperienze irrilevanti in primo piano. Il lavoro estivo va bene, ma non sopra il project work universitario attinente al ruolo.
13. LinkedIn non allineato. CV e profilo che raccontano storie diverse generano un solo effetto: diffidenza.
14. Date e buchi non gestiti. Un periodo vuoto non spiegato fa porre domande; una riga di contesto le previene.
15. Nessuna parola chiave del ruolo. Molte aziende filtrano i CV con software (ATS) prima che arrivino a un umano: se l'annuncio dice «Power BI» e il tuo CV no, potresti non essere mai letto.
Una pagina, risultati, progetti, competenze dimostrabili, personalizzazione per ruolo e parole chiave dell'annuncio. Il CV perfetto non esiste: esiste il CV che supera i primi 30 secondi e fa venire voglia di conoscerti.
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